Mostra del Cinema, il racconto del direttore Barbera

27 ago 2019

Cosa ci dobbiamo aspettare in questi quasi 15 giorni? Dovete aspettarvi un sacco sorprese, perché ci sono naturalmente grandi nomi, registi affermati, grandissimi attori, attrici, talent da tutto il mondo e tantissime scoperte, tantissimi nuovi talenti, nuovi registi, nomi che non dicono nulla non soltanto al grande pubblico, ma neppure ai critici, perché... insomma Venezia ha un po’ queste due anime, da una parte un trampolino di lancio dei grandi film della stagione e dall'altra è un festival che fa un vero lavoro di esplorazione dei margini del cinema e ogni anno fa scoprire un nuovo attore o magari più di uno. E quest'anno credo che le gemme nascoste nel programma del festival sono tante. Che cosa, ad oggi, la rende più orgoglioso di questa edizione? Il fatto di essere riusciti a trovare questo equilibrio, sempre difficile, tra ciò che è atteso, che tutti si aspettano ed è giusto che ci sia, invece il piacere della scoperta, il piacere di trovarsi in sala improvvisamente a vedere un film di cui non si sa nulla e scoprire, insomma, che è un film sorprendente. Ecco, questa è un po' la cosa che mi rende più orgoglioso. Cosa mi spaventa? Mi spaventa il fatto che si è creata una grande aspettativa rispetto al programma di quest'anno e quindi che poi il risultato sia un po' inferiore alle attese. Non vorrei mai che qualcuno andasse via deluso perché si aspettava troppo da un programma che avrà come sempre i suoi alti e bassi, perché è inevitabile, la qualità non può essere costante per definizione. Vorrei che tutti seguissero festa con uno spirito così, di curiosità e di attenzione anche a ciò che è meno noto, perché lì si possono fare davvero delle scoperte interessanti.

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