Pitti uomo, viaggio nella moda maschile

16 giu 2019

Casual chic oppure estremamente elegante. Che scelga lo streeture al taglio sartoriale poco importa. A vincere in quest'ultima edizione di Pitti è sicuramente l'uomo con tutte le sue sfaccettature. Perché lo stile, come ricorda Andrea Lardini, direttore creativo dell'omonima azienda, è soprattutto un'attitudine. “Oggi come oggi è più importante essere contemporanei, perché, come ben sappiamo, tutto cambia e bisogna essere pronti a dare dei cambiamenti. L'uomo deve essere felice al mattino, quando si veste”. Tra i protagonisti della Fortezza da Basso c'è anche Karl Lagerfeld, un omaggio al genio della moda, con la performance live dell'artista Endless e con la presentazione della collezione selezionata da Sebastien Jondeau. Ma tra i maggiori trendy di quest'ultima edizione c'è sicuramente la tecnologia, che sia nella ricerca e creazione di tessuti all'avanguardia, grazie, per esempio, alla partnership tra The Woolmark Company e Luna Rossa Prada Pirelli o come vero e proprio hi-tech. L'importante è che la tecnologia non sia solamente un orpello, ma che abbia una propria utilità. “Questa è una maniglia, una maniglia che applichiamo ai trolley. Questa maniglia consente di pesare il trolley, quindi uno solleva il trolley e il peso viene inviato allo smartphone. Poi ci sono altri dispositivi che consentono di misurare lo smog. Poi c'è l'inventory system, che è un sistema molto semplice, che consente di etichettare i prodotti con delle etichette di carta, delle piccole antenne (la tecnologia si chiama RFID), che inviano dei segnali al tuo smartphone. Questi segnali ti consentono di non dimenticare qualcosa a casa”. Tecnologia utile e, alle volte, assolutamente necessaria, come quella che ha permesso di realizzare il primo casco con cervelletto. “L'idea è che il casco per la prima volta non sia un semplice guscio protettivo, ma che sia attivo. Gli elementi principali sono sicuramente la telecamera posteriore, che funge da specchietto retrovisore, il radar, che avvisa sul telefono del ciclista la distanza e la velocità di avvicinamento della macchina, della moto o di chiunque stia arrivando da dietro. Dopo un incidente il casco si accorge che c'è stata una caduta e manda in automatico una chiamata al 118”. “Io penso che, se ci fosse stata nel mercato prima, avremmo risolto tanti incidenti che purtroppo sono andati a finire con conseguenze drammatiche”.

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