Quarantena e Kobane, a Sky Tg24 Zerocalcare si racconta

15 mag 2020

I curdi dicono sempre una cosa. C'è un motto curdi dove dice "Gli unici amici dei curdi sono le montagne" nel senso che nella loro retorica di discorso semmai sono i popoli, non sono mai i governi o gli stati. Era l'Ottobre del 2019. Il coronavirus era lontano anni luce e con Zerocalcare parlavamo della situazione in Rojava, dell'attacco della Turchia e della posizione degli Stati Uniti. Sembrano passati decenni, ma sono solo pochi mesi. Mesi che Michele Rech, è questo il nome del fumettista più famoso d'Italia, ha messo tutti dentro la nuova edizione di Kobane Calling, il suo libro di graphic journalism del 2016. La sua testimonianza sul campo dall'inferno della battaglia di questo gruppo di curdi votati a democrazia ed egualitarismo, impegnati nella lotta contro lo Stato islamico. A quattro anni di distanza ci siamo resi conto che, per quanto rimanesse un oggetto che era una testimonianza molto importante di quel momento, non funzionava più come per qualcuno che arriva in libreria, lo sfogliava e lo comprava come informazioni su quello che stava succedendo. Archiviamo per un attimo i curdi e l'Isis, perché sono i giorni inevitabili del covid-19 e così torniamo ad oggi e ci ricordiamo che questi ultimi due mesi valgono probabilmente anni. In ogni decreto ci devono mettere tre parole che nessuno deve sapere che cosa vogliono dire. Qui c'è "congiunti", "piuttosto che" e non si capisce se era in forma avversativa o disgiuntiva e "cavità peritoneale". Mesi che Zerocalcare ha "passato chiuso in casa, come tutti", il che dice "non vuol dire necessariamente un grande cambiamento dalla sua quotidianità". Tutti quelli che fanno il mestiere nostro son abituati a stare chiusi per lunghi periodi e quindi l'ho affrontato pensando che tutto sommato non sarebbe cambiato molto rispetto a quando devo consegnare un libro o qualcosa del genere. Mi sono reso conto che l'assoluta assenza di possibilità però di staccare anche per andare al cinema una volta o qualcosa del genere, effettivamente è un'altra cosa. Sì, ma quando usciamo il 4 Maggio che succede? Non ce lo dice. Però a una certa parla da così tanto che si annoia pure lui e comincia darmi del tu. Tempo passato a disegnare ed animare la sua Rebibbia Quarantine, diventata con l'ipocondria di Giancane, colonna audiovisiva del lock down di milioni di italiani che hanno visto i suoi cartoni animati sulla TV generalista come sul web. Se io mi porto la borsa da palestra posso arrivare fino a Colleferro e se mi fermano dico che mi devo allenare per i campionati di cricket perché ho fatto un finto blog di un finto campo di cricket a Colleferro e se mi fermano glielo faccio vedere, boccaloni. E ora? Ora c'è un virtuale che per necessità di distanziamento si fa sempre più reale. E allora ecco che le mitiche presentazioni di Zerocalcare con migliaia di persone in fila "per un disegnetto", come li chiama lui, diventano un'esperienza online tutta da costruire e reinventare. È terribile in realtà, perché io già mi vergogno a parlare davanti alle persone. L'unica cosa era fare i disegnetti così almeno facevo qualcosa per occupare le mani invece di gesticolare. Ora non possono più fare questo, per me è terribile. Beppe dicci quando usciremo.

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