Sky Tg24 alla Pinacoteca di Brescia col Cristo Redentore

09 apr 2020

Il Cristo Redentore Benedicente di Raffaello, è uno dei capolavori della pinacoteca Tosio Martinengo. La piccola tavola va assegnata alla fase giovanile della produzione di Raffaello, quando l'artista prima di trasferirsi a Roma è ancora in stretto contatto con la Corte di Urbino, dove si è formato tra intellettuali e mecenati con la stessa educazione riservata un giovane principe. La tavola vive del contrasto tra un paesaggio di fondo che si disperde in lievi lontananze e la figura in primo piano del Cristo Redentore, rappresentato quindi dopo la morte, avvolto parzialmente in un panneggio rosso simbolo della passione. Il dipinto, va adattato intorno al 1505, quando lo stile di Raffaello, presenta una notevole evoluzione rispetto alle prime prove giovanili degli anni intorno al 1501, in particolare si riscontra in questa tavola, un richiamo evidente e palese alla statuaria classica ripresa nella figura del Cristo che è presentato in primo piano in una composizione che costituisce una sorta di unicum nella produzione Raffaellesca. Nel viso, descritto con minuzia, sono stati riscontrati i richiami alla pittura fiamminga. Fin dai documenti che ne accompagnarono l'acquisto si pensa che questo possa essere un autoritratto di Raffaello. In quanto opera della fase giovanile del pittore, questa è sempre stata una delle più stimate più segnalate della galleria Tosio fin dall'800. Proprio perché era diffusa all'epoca la convinzione che le opere prime, l e opere delle fasi più antiche, fossero quelle che meglio testimoniavano la natura profonda dello stile dell'espressività di un artista.

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