Tiziano Ferro presenta il nuovo disco a Sky TG24

04 dic 2019

Siamo alle soglie di Natale e ti sei presentato con un regalo, non per me dico, ma in generale. Anche, anche. Con un nuovo album, "Accetto miracoli". E sì, era il momento, sono passati tre anni anni dal precedente. Avevo tante altre cose da dire, c'erano tante storie da raccontare, un po' le ho raccontate, alcune le racconterò a voce anche a te stasera. Sono stati tre anni molto intensi. Tre anni vissuti innanzitutto dove? Eh no, questa è l'informazione numero uno, nel senso che comunque mi sono ritrovato a vivere in un territorio molto diverso da quello al quale ero abituato e ho sempre vissuto in tanti posti diversi nel mondo, però mai in America. Tu devi sapere che io non sono mai stato un appassionato dell'America, cioè a me è sempre piaciuta molto la musica americana ma non ho mai avuto il sogno di vivere in America. Però una delle cose che racconto in questo disco, che parla del miracolo in tante accezioni, cioè del cambiamento, è che mi sono trovato veramente a vivere in un posto che la vita ha scelto per me e poi ho anche imparato ad amarlo diciamo. È successo il contrario. Qual è la cosa che tuttora ti stupisce di questo posto? In realtà tutto mi stupisce, perché il territorio, la California e Los Angeles sono grandi veramente come estensione, la grande contea, quasi come la Lombardia, quindi in realtà io non so niente di questo territorio. È un territorio storicamente fatto di nulla, fatto dal nulla, molto alienante per chi non lo conosce, perché non c'è un centro città, non ci sono dei punti di riferimento a noi cari. E, quindi, questo senso di scoperta quotidiana io me lo porto dietro e a quarant'anni è molto divertente, perché è come andare in gita per la prima volta con la scuola. Non so nulla, non so nulla e lo imparo, però avendo già una famiglia lì.

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