Usa 2020, Clinton accusa candidata dem: è asset di Mosca

20 ott 2019

Bernie Sanders si riappropria così, a New York, della piazza, nella sua speranza della corsa per la nomination democratica nel primo comizio dopo l'attacco di cuore. Certo la platea è di quelle a lui favorevoli e può contare anche sull'appoggio della giovane star dei democratici Alexandria Ocasio-Cortez arrivata sostenerlo. Bisogna capire se questo basterà a fermare l'ascesa della sua rivale Elizabeth Warren. Anche lei esponente della piattaforma progressista che è riuscita nelle ultime settimane ad arrivare testa a testa nei sondaggi con l'ex vicepresidente Joe Biden. Ogni voto conterà ancora di più guardando dopo la nomination all'impresa più difficile: provare a battere Donald Trump. E nelle ultime ore di irrompere nella corsa dei dem con accuse pesantissime, è arrivata anche Hillary Clinton. L'ex candidata alla Casa Bianca nel 2016 ha dichiarato che fra i democratici ci sarebbe una candidata adescata da Mosca con l'obiettivo di creare divisioni nell'elettorato e favorire la rielezione di Trump, magari creando un nuovo partito. Non la nomina mai la Clinton, ma tutti i sospetti puntano a Tulsi Gabbard. La giovane deputata delle Hawaii, ex militare, grande fan dell'isolazionismo di Trump in politica estera, che già in passato aveva dovuto difendersi da simili voci, ma mai arrivate da cosi in alto, ha risposto via Twitter parlando di accuse vigliacche da parte della Clinton, accusandola di essere la regina dei guerrafondai. Anche nel campo repubblicano, non mancano divisioni con il Presidente Trump, che ieri se l'è presa con Mitt Romney, una delle voci del partito più critiche contro di lui, accusandolo di essere in realtà un agente segreto dei democratici, viscido e clandestino. Una campagna elettorale già al veleno quando manca ancora più di un anno al voto del 2020.

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