Van Gogh i colori della vita, a ottobre a Padova

22 gen 2020

È un lungo viaggio quello che ci porta a Van Gogh, genio dell'arte tra i più amati e conosciuti al mondo. Al museo Kröller-Müller ci accompagna Marco Goldin, tra i massimi esperti dell'artista olandese. E' qui, nascosto nel cuore di una foresta nei pressi di Otterlo, nei Paesi Bassi, che incontriamo, per così dire, il pittore de “I girasoli”. Nel museo sono conservati 300 lavori dell'artista olandese, una settantina dei quali, tra quadri e disegni, partiranno per Padova a ottobre per la mostra “Van Gogh. I colori della vita”. Un'esposizione, questa, che non mira soltanto alle opere, ma vuole accompagnarci, attraverso le sezioni diverse delle quali si compone, alla scoperta dell'uomo e dell'artista. “Le porte da aprire per entrare dentro la sua opera, dentro la sua interiorità sono tantissime. C'è un materiale infinito, disegni, quadri. Stiamo parlando di 1500 opere fatte in dieci anni soltanto. E poi c'è quasi un migliaio di lettere che sono una delle espressioni più alte della letteratura della seconda parte del XIX Secolo”. “Ho voluto generare uno studio, una riflessione che ha riguardato molto in profondità anche i pittori che hanno lavorato nel suo tempo e che hanno contato per lui naturalmente”. “Non era assolutamente un alienato, non era assolutamente un pazzo. Era un personaggio che lottava tutti i giorni con tutte le sue forze per arrivare al punto migliore della sua arte. Poi certamente ha avuto tantissime difficoltà in vita. Avrebbe voluto sposarsi, avrebbe voluto avere una famiglia, dei figli, e quindi questo è sicuramente entrato anche nella pittura. La pittura è stata una specie di riscatto perché l'arte in Van Gogh vince comunque sempre”. Al museo Kröller-Müller c'è anche il musicista e compositore Remo Anzovino. Sua la colonna sonora del film d'arte “Tra il grano e il cielo” dedicato al pittore, che contiene il tema di Helene, fondatrice agli inizi del 1900 del museo olandese. Come una rockstar dell'arte Van Gogh appassiona e coinvolge centinaia di migliaia di persone a ogni mostra. Quella di Padova è una buona occasione per ammirarne il genio.

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