Ayrton Senna spiegato ai ragazzi

21 mar 2020

Ciao ragazzi, è normale che oggi vi chiediate perché si parli così tanto di Ayrton Senna. Cosa aveva di speciale, uno che ormai fa parte del passato? Non ha mai avuto Istagram, non ha mai guidato la Ferrari e non ha nemmeno battuto Hamilton. Proviamo a spiegarlo in maniera semplice. Il passato è importante perché è da lì che viene il presente, se oggi c'è uno bravo come Hamilton è perché molti anni prima di lui c'è stato uno come Ayrton Senna, proprio come voi quando siete in gamba, è perché prima di voi ci sono stati dei genitori e dei nonni, che volendovi bene vi hanno passato il meglio di sè e delle proprie esperienze. Senna era un pilota talmente speciale che lo chiamavamo Magic. Immaginate un supereroe del volante, tipo un Avenger o un X-Men. In un periodo in cui le Formula1 andavano forte come adesso, erano molto più pericolosi e difficili da guidare. Molti di noi, noi che oggi siamo papà o zii, sognavamo di essere lui. Avevamo capito chi era Senna quando a Montecarlo nell' 84, ancora quasi sconosciuto, con una macchina scarsa sotto il diluvio, andava molto più forte di tutti. Sul bagnato Senna si è allenato moltissimo sin da bambino, sui go kart, quando pioveva e gli altri ragazzi stavano al calduccio, lui sfidava il raffreddore e andava in pista per imparare a guidare sull'acqua. In pratica faceva i compiti, sempre, anche da grande, studiava tutto ma proprio tutto per essere il migliore. Ah, quella famosa gara a Montecarlo la vinse il francese Alain Prost che poi per tutta la carriera fu il più grande avversario di Senna. Per essere un campione, serve anche avere degli avversari, altrimenti è troppo facile. Senna e Prost erano tutti e due velocissimi e tutti e due con un carattere molto speciale e difficile. Litigavano, si arrabbiavano, dicevano delle cose intelligenti e delle cose sciocche, a volte facevano anche delle manovre geniali o sciocche per danneggiarsi a vicenda. Poi, quando Prost si ritirò, disse che gli mancava Senna, Senna disse che gli mancava Prost. Quindi forse non erano così nemici, ma anche se Senna ha vinto tre mondiali, Prost quattro, Senna è rimasto il più amato. Era bello che piaceva alle ragazze, intelligentissimo, misterioso e sapeva pure piangere. Una volta nel '91 vinse il GP del Brasile, che era il suo Paese, guidando con il cambio rotto. Per Senna fu una fatica così incredibile che alla fine scoppiò in lacrime, via radio, poi il 1° maggio del '94, non per colpa sua, ma per un difetto della sua macchina, morì ad Imola in un incidente, lasciando in lacrime noi stavolta, noi che avevamo sognato di essere lui.

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