Caso Djokovic, Australia: sua presenza favorisce tesi no vax

15 gen 2022

La presenza di Djokovic nel Paese favorisce le tesi no-vax. Parola delle autorità australiane, che hanno presentato una memoria davanti al tribunale chiedendo l’espulsione definitiva del tennista serbo. Il caso, dopo una breve udienza tenutasi nella notte, è passato alla corte federale australiana, che domenica alle 9:30 ora locale (la tarda serata di oggi in Italia), deciderà in maniera definitiva se confermare o cancellare il visto del campione, a poche ore dall’inizio, lunedì, degli Australian Open, in cui Djokovic spera di conquistare il suo decimo titolo e diventare il tennista più vincente della storia. Djokovic che ha ammesso di aver compilato in modo errato la sua dichiarazione per entrare in Australia e di non aver rispettato le regole di isolamento dopo essere risultato positivo al Covid a dicembre, contagio che sperava gli avrebbe permesso un'esenzione per entrare nel Paese senza essere vaccinato. Il numero 1 al mondo adesso si trova nuovamente in stato di fermo all’interno del centro di detenzione per migranti dopo che il Governo, ieri, ha cancellato per la seconda volta il suo visto. Intanto in Australia c’è grande tensione tra i no-vax sostenitori del tennista, che lo hanno eletto a testimonial della loro campagna, e molti cittadini che hanno espresso la loro indignazione dopo aver sopportato una serie di restrizioni tra le più dure del mondo, come sottolineato anche dal Primo Ministro Morrison. In attesa della decisione finale anche la Serbia fa sentire la sua voce, con il Presidente Vucic che ha parlato di attacchi e pressioni incomprensibili e di una Nazione privata della dignità e dell’orgoglio.

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