Tokyo, iniziate le gare. Prima medaglia d'oro alla Cina

24 lug 2021

Il rumore delle proteste ordinate, non violente, maturate tutta la notte si è sentito fin dentro lo stadio, desolatamente vuoto sugli spalti, ma circondato all'esterno da migliaia di poliziotti e manifestanti, disturbando anche il momento solenne dell'Inno Nazionale, il Kimi ga yo, al termine del quale l'Imperatore Naruhito, ha proclamato senza pronunciare la parola "celebrazione", per rispetto delle vittime della pandemia, l'apertura dei giochi. Vittime ricordate assieme a quelle dell'attacco terroristico del 1972 a Monaco, con un minuto di silenzio che molti avrebbero diserato coinvolgesse anche le vittime di Hiroshima e Nagasaki e quelle più recenti dello tsunami. Una cerimonia intensa e sobria, come era stato più volte annunciato ma che alla fine è durata comunque oltre quattro ore, alternando momenti di noia ad altri di grande intensità, come il passaggio della Fiamma, tra gli ultimi tedofori vecchie stelle locali del baseball, lo sport più popolare del Giappone, alcuni bambini del Tohoku, la Regione più colpita dalla triplice catastrofe del 2011: terremoto, tsunami e incidente nucleare e infine Naomi Osaka, prima tennista della storia ad accendere la Fiamma Olimpica, ma soprattutto simbolo della multietnicità e dell'inclusione, che si sta diffondendo nel mondo ma che in molti Paesi, Giappone compreso, stenta ancora ad affermarsi. E infatti, c'è chi ha criticato nei media locali, questa scelta di affidare questo compito ad una giapponese, che non parla giapponese. Archiviata la cerimonia di apertura, assieme a tutti i dubbi e le polemiche che l'hanno accompagnata fino all'ultimo, via libera finalmente ai giochi più complicati e forse più pericolosi della storia, che il Comitato organizzatore non esclude addirittura possano essere interrotti, nel caso i contagi aumentino troppo, ma pur sempre i giochi, con gli atleti finalmente protagonisti dopo anni di sacrifici, tensioni, paure e speranze. E mentre la Cina festeggia con la giovane tiratrice Yang Qian, la prima medaglia d'oro e la Corea del Sud potrebbe aggiudicarsi la seconda, con il tiro con l'arco, le due nazioni maggiormente in tensione con il Giappone, scoppia la prima grana politica: il judoca algerino, Fehti Nourine, pur di non rischiare di dover incontrare al secondo turno l'israeliano Tohar Butbul, ha abbandonato la competizione. Lo aveva già fatto ai Mondiali del 2019, speriamo non succeda più e che prevalga invece il messaggio di pace e di speranza, rappresentato dalla nuotatrice siriana Yusra Mardini, portabandiera della squadra dei rifugiati che ha imparato a nuotare nel 2015, quando fu costretta a raggiungere a nuoto le coste dell'Isola di Lesbo, dopo che il gommone con il quale era partita dalla Turchia, aveva imbarcato acqua.

pubblicità
pubblicità
I podcast di Sky TG24
I podcast di Sky TG24I podcast di Sky TG24
Ascolta e segui i podcast di Sky TG24: cultura, arte, informatica, scienza e tanti altri temi raccontati dalle voci dei giornalisti di Sky TG24
Scopri tutti i podcast