Con ritardi a rischio l'efficacia dell'app Immuni

Doveva essere pronta a inizio maggio, in concomitanza con la fase due. Adesso il traguardo sembra fissato per fine mese. Ma a che punto siamo con la app immuni, che dovrebbe contribuire a ridurre la diffusione del corona virus in Italia? Se lo chiedono in tanti, considerato che può essere uno strumento di allarme fondamentale a supporto del sistema sanitario. L'applicazione permetterà di essere avvisati con una notifica se negli ultimi giorni siamo rimasti in contatto con soggetti che si sono poi rivelati positivi. Mentre il ministro dell'innovazione Pisano assicura che non ci sono state opacità sulla scelta della società Bending Spoons il Copasir, dentro un gioco politico più grande sembra orientato a produrre un documento critico e i ritardi accumulati, rischiano di rendere l'app inutile. Il modello di messa in sicurezza del paese che sono le famose 3t: testare, tracciare e trattare viene intanto a mancare di un cardine essenziale che appunto il tracciare e questo ritardo é dovuto a svariati fattori. Il primo è che il progetto iniziale dell'app, è stato poi modificato in corso d'opera, perché dopo il bando, chi ha controllato le caratteristiche tecniche, ma senza tenere conto dell'eventuale presidenza o quantità di codice, il progetto è quindi stato modificato fin dalle fasi iniziali e in incorso d'opera. Si sono tenute in considerazione tutte le problematiche relative alla privacy, che inizialmente non erano stata ben tenute in considerazione e dopo che c'é stato tutto questo processo è venuto fuori il discorso della collaborazione tra Apple e Google e a quel punto si é frenati i lavori perché si è aspettato di vedere un po' cosa, questi due colossi riuscissero insieme a combinare. La tecnologia Apple, Google, che l'app italiana utilizzerà a detta di numerosi esperti, è al momento la migliore possibile anche dai punti di vista di privacy e trasparenza. Gli sviluppatori hanno già delle beta su cui lavorare, e i principi sono l'interoperatività tra smartphone, una tecnologia Bluetooth che consumi poca batteria, il funzionamento sovranazionale e il divieto di accedere ai servizi di geolocalizzazione e di utilizzo a scopo di lucro, attraverso delle schermate dell'interfaccia fatte trapelare da Apple e Google, scopriamo che l'attivazione del servizio sarà volontaria nel caso l'utente risultasse positivo dovrà inserire un codice di sicurezza fornito contestualmente al test per evitare abusi o scherzi di cattivo gusto. A sua volta la persona entrata in contatto con un positivo viene avvertita con una notifica che indicherà solo la data del contatto e dunque non il luogo né l'identità e offrirà informazioni su come comportarsi. il sistema, infine, sarà disattivabile dall'utente in ogni momento.

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