Il Trono di Spade 8, Emilia Clarke racconta Daenerys

28 apr 2019

Ho avuto questo ruolo a 22 anni e ora non ho più 22 anni. Il percorso che ho affrontato con Daenerys mi ha formato come attrice, tutta la profondità che lei ha raggiunto mi ha costretto a cercarla in me stessa. Ogni volta che mi succede qualcosa di buono o di brutto, lo riverso su di lei. Daenerys è il mosaico della mia vita da adulta, ogni scena epica di Daenerys rappresenta una scena epica della mia vita. Mi ricordo il primo giorno di set, mio Dio, sono caduta da un dannato cavallo. Gesù, questo è il mio primo lavoro, è la prima cosa che faccio e mi mettono su un cavallo, in un campo di bambù a Belfast, pioveva e io stavo cadendo da cavallo, ma cercavo comunque di recitare. Ricordo di essere rimasta appesa così, davvero, ero appesa così e ricordo di aver urlato: “per favore, smettete di girare”. Mi dico: “okay, andrà tutto bene”, mi giro e, oh mio Dio, c'era l'intera troupe, sono scoppiata a piangere. Quello è stato il primo giorno sul set del Trono di Spade, ho chiamato mia mamma: “ciao mamma, grande giornata”. Questa serie mi ha regalato più giorni emozionanti, pieni di gioia, spettacolari di qualsiasi altro momento della mia vita, è questa la caratteristica di Daeny, in ogni stagione migliora, in ogni stagione c'è qualcosa di più grande e più bello della stagione precedente. Nella terza stagione, quando prende gli Immacolati, per la prima volta io, Emilia, mi sono sentita davvero tosta. È stato figo, è una sensazione che ti contagia, la provi anche tu. Io ho dovuto farmi valere e essere Daenerys, come in quei momenti in cui ho dovuto stare in piedi su una roccia e parlare a una marea di gente in una lingua assurda. È stata una sfida, ma sai, devi tirar fuori gli attributi e farlo. Lasciare la serie è come lasciare una parte di me, le persone. Posso tenermi Peter? Posso tenermi Nathalie? Posso tenermeli tutti? Come eserciterò sui Sette Regni il potere, se non riesco a controllare la Baia degli Schiavisti? Perché qualcuno dovrebbe seguirmi? Sei una Targaryen, sei la Madre dei Draghi. Sono molto a mio agio quando recito con Iain Glenn, perché lui è stato al mio fianco tutto il tempo, è stato il mio migliore amico. Iain è un attore incredibile e anche un uomo incredibile, mi ha davvero aiutato come persona in modo molto concreto. Ora inizio a piangere. Ridicolo. Questo è sempre un posto sicuro, possiamo divertirci, possiamo stuzzicarci a vicenda, possiamo sostenerci e ridere alle battute degli altri o ridere al malumore degli altri. È una famiglia, siamo davvero una famiglia, non c’è nessun ego, siamo tutti sulla stessa barca e non avrò mai più una cosa simile. Questa serie, Il Trono di Spade mi ha liberata, mi ha letteralmente donato la libertà come essere umano, come attrice e come donna. Ho potuto interpretare questa donna incredibilmente forte, senza la quale non avrei neanche potuto immaginare tutti i posti in cui sono stata e la forza che ho dovuto trovare per interpretarla. Scoprire di avere quella forza è stato molto importante. Questi ragazzi si sono davvero presi cura di me e non so come farò. È una fortuna vederlo documentato e sarò per sempre grata a tutti quelli che hanno lavorato al Trono di Spade, per avermi dato qualcosa di veramente speciale.

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