Giampaolo: "Io già a rischio? Non ci penso"

Non penso mai a queste cose quando alleno una squadra di calcio, non mi interessa, non mi sfiora nemmeno lontanamente. Penso soltanto a lavorare e a far bene il mio lavoro. Alleno 21 giocatori di campo, più 3 portieri, ad oggi siamo 24 e sono tutti allineati e coperti, fanno tutte le cose per bene. Loro, non ho nulla da rimproverare per l'impegno, l'attaccamento. Semmai sono le mie le responsabilità. Perché il tempo sarà il mio primo alleato e il mio primo nemico. Io ho fiducia nel tempo. Io lavoro per prendermi quel tempo lì e sono sicuro, sono consapevole, so che con il tempo non posso far altro che migliorare. Poi devo essere supportato anche dai risultati perché il Milan è un'altra cassa di risonanza, perché il Milan ha alzato le coppe, perché il Milan ha un altro blasone, perché il Milan ha un'altra storia, perché il Milan ha milioni di tifosi. Di tutto questo sono consapevole e cosciente, ma io devo lavorare per prendermi il mio tempo e non per tagliare o saltare step. La mia è una caratteristica diversa nel modo di lavorare e quindi vado avanti coerentemente con il mio modo di essere.

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