Il ritratto di Cadalora, l'antidivo del paddock

07 apr 2020

E venne il giorno numero 7 di aprile, quindi il martedì, su Sky Sport MotoGP, canale 208, ed è la giornata, diciamo, monografica dedicata ad un pilota italiano che ci ha esaltato, a noi un po' più vecchi, tantissimo, che ci ha fatto sognare e che ha vinto dei gran premi in tutte e tre le categorie: 125, 250 e 500. Di mondiali, invece, ne ha vinti soltanto, fra virgolette, tre: uno in 125 e due in 250. Di chi stiamo parlando? Ma di Luca Cadalora naturalmente, modenese del '63, quindi compirà 57 anni, perché è di maggio, tra poco e pilota di grandissimo talento, con una carriera particolarmente bella, divertente, lunga, variegata, ecco. Ha cominciato con una MBA in 125, dopodiché nell'86 è passato alla Garelli e ha vinto il mondiale battendo il suo compagno Fausto Gresini. Passa in due e mezzo con la Yamaha, ma non combina un granché. Dopodiché va con Erv Kanemoto – è il team Honda - e nel '91 e '92 vince il campionato del mondo. È chiaro che nel '93 passa in 500 e va nel Team Roberts a fare il compagno di squadra dello sfortunato Wayne Rainey, che proprio quell'anno perderà l'uso delle gambe, insomma. Con la Yamaha ha vinto alcune gare. Nel '96 è tornato alla Honda, ha vinto alcune gare, poi recentissimamente è stato per due stagioni il coach di Valentino Rossi. Insomma, voglio dire, è un pilota esperto, un personaggio molto gradevole, molto simpatico, divertente, intelligente e spiritoso, però anche molto, come dire, timido, comunque usa stare per gli affari suoi, insomma. Non lo si vede troppo in giro. Ogni tanto fa delle comparsate in pista con i suoi ex avversari e anche con qualche collega fortunato, come Guido Meda, Sanchini, eccetera, ma, insomma, non si può dire che Cadalora faccia una vita da copertina. Quindi questa giornata dedicata ad una persona e ad un pilota così completo, così variegato, così intelligente, era molto rigido sulla messa a punto, era analitico, molto tecnico, insomma, era uno che era al contrario di Wayne Rainey, perché, diceva “come fa quello là a guidare con le forcelle, con due punti di saldatura”, da tanto erano rigide. Comunque, quando aveva la moto a posto, a Cadalora non lo batteva nessuno. Ciao.

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