MotoGP days: Beltramo racconta Spencer e Mamola

08 apr 2020

Ed eccoci qui a un'altra puntata delle nostre monografie. Ebbene, in questo caso si chiama biografia, perché i piloti di questa giornata sono due sul Canale 208 di Sky Sport. Sono due piloti, se vogliamo, completamente diversi, probabilmente l'abbiamo fatto apposta di mettere due personalità, due atteggiamenti di vita e di corsa così diversi insieme: uno è Randy Mamola, mentre l'altro è Freddie Spencer, un pilota che è arrivato, ha stupito, ha conquistato, ha fatto delle vittorie incredibili, dopodiché è praticamente sparito. Spencer è arrivato nel 1980, ha fatto una gara a Zolder, in Belgio, poi dal 1981 s'è visto che era forte, è arrivato con la Honda, poi ha vinto nel 1983 il primo Mondiale, battendo Kenny Roberts, che poi si ritirò alla fine di quella gara, ad Imola, all'ultima giornata, possiamo dire così. Dopodiché, perse da da Eddie Lawson nel 1984 e nel 1985 fu l'ultimo, nella storia del Motomondiale, a vincere due titoli nella stessa stagione: 250 e 500. Poi, nel 1984, di colpo, a Jarama, mentre era primo, ricordo, ero là a vederlo da sopra la montagnetta che ti fa vedere l'ultima curva e il rettilineo, è entrato ai box e basta. Aveva un problema al braccio, probabilmente un problema ai tendini, insomma, da quel giorno Spencer è finito. Quello vero, è finito, non c'è più stato. È tornato con la Yamaha, non è mai più stato lo stesso pilota. C'è chi suggerisce così, butta lì un dubbio, in effetti legittimo, forse è vero: che non avesse capito come mai era così veloce. Spencer, comunque, è stato innovativo, è stato il primo a curvare utilizzando 3 punti d'appoggio: le due gomme e ginocchio. Era istintivo, in pista faceva queste cose, perché gli venivano naturali, e molto timido, molto riservato nella vita, mentre, invece, Mamola era un casinaro assoluto: petardi, bombette, sederi fuori, sfilate insieme alle miss di Goiânia, in Brasile. Insomma, Mamola è sempre stato un caciarone, non so come si può dire. È completamente diverso, si è sempre divertito molto, ha corso anche con la Cagiva, ne ha fatte di tutti i colori. Guardare questa giornata dedicata a questi due campioni, secondo me, è una cosa che vi farà passare la giornata di quarantena in un modo possibilmente, anzi sicuramente migliore di come potrebbe essere senza.

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