Manovra, oltre 20 miliardi per le imprese

Valgono 20 miliardi di euro spalmati sui prossimi anni le misure per le imprese contenute nella manovra. Un pacchetto che ha l’obiettivo di premiare chi investe soprattutto attraverso un alleggerimento del peso del fisco. Ecco gli interventi principali. Dall’anno prossimo, come già previsto nella scorsa manovra, l’imposta sul reddito delle società, l’IRES, scenderà dal 27,5 al 24 per cento. Un risparmio per le aziende quantificato in quasi 4 miliardi l’anno. Escludendo questo capitolo, l’impegno di finanza pubblica per l’industria nel 2017 è di circa 1,4 miliardi, perché molte misure avranno effetto nei prossimi anni, arrivando così ai 20 miliardi indicati dal Governo. È il caso della conferma del super-ammortamento, cioè agevolazioni fiscali per quelle società che comprano macchinari, e l’introduzione dell’iper-ammortamento, un meccanismo simile che dà corposi sconti sulle tasse a coloro che investono in tecnologie innovative. Rafforzato il credito d’imposta, cioè la sforbiciata alle tasse, per le attività di ricerca e sviluppo, che varrà fino al 2020. Prorogata per l’anno prossimo la legge Sabatini, che assegna contributi statali a chi investe in beni di produzione. Per le piccole e medie imprese viene rifinanziato il Fondo nazionale di garanzia, che permette di ottenere più facilmente i prestiti dalle banche. E sono potenziate le detrazioni fiscali per chi investe fino a un milione in aziende innovative. Novità anche per artigiani e partite Iva. Per i primi si introduce una tassazione al 24 per cento sul reddito da impresa; per i secondi, scende dal 27 al 25 per cento il contributo da versare per la pensione. Una misura, poi, che interessa direttamente i lavoratori, ma che ha ovvie ripercussioni sulle imprese, è la detassazione del salario di produttività. Ne potranno godere dipendenti che guadagnano fino a 80 mila euro l’anno (oggi sono 50 mila). E lo sconto sulle tasse si applicherà ai premi di produzione fino a 4.000 euro. C’è poi la decontribuzione per le assunzioni. Si tratta di un bonus per chi assume giovani che hanno fatto tirocini formativi nelle aziende. La previsione è di tornare al contributo pieno di 8.060 euro all’anno per un triennio. Fuori dalla manovra troveranno posto, in un altro provvedimento, gli incentivi per il lavoro al Sud.

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