Manovra, Renzi: nessuna tassa neanche su Airbnb

“Finché sono Premier le tasse scendono e nessuna sarà messa su Airbnb”. Il Premier Matteo Renzi commenta così, su Twitter, un emendamento presentato alla legge di bilancio in cui si introduce una cedolare secca del 21 per cento sugli affitti di casa per tempi brevi. La modifica chiesta dal PD sarà, dunque, rivista, anche se la necessità di regolamentare e far emergere il sommerso del settore della cosiddetta sharing economy resta. Fino ad oggi chi affitta una casa per brevi periodi, come avviene, appunto, con la piattaforma Airbnb, non ha esplicite indicazioni fiscali. Alcuni fanno fattura IVA, altri caricano l’affitto sul reddito IRPEF, altri optano per una cedolare secca, altri evadono. Da qui l’origine dell’emendamento. Non unico, perché sulla Finanziaria, come da tradizione, ne sono stati presentati migliaia. Così anche sul nessuna sarà messa su Airbnb, che non saranno più concessi per tutti indipendentemente dal reddito. Due emendamenti del PD, approvati in Commissione Affari sociali, prevedono infatti che a beneficiare delle due agevolazioni saranno solo coloro che hanno un ISEE, il reddito previsto per accedere alle prestazioni sociali, inferiore ai 13.000 euro per ottenere 800 euro a partire dal settimo mese di gravidanza e sotto i 25.000 per ottenere il buono di mille euro per gli asili nido per i nati nel 2016, un tetto che ha suscitato le proteste da parte dei parlamentari centristi. Sempre in tema famiglia, un’altra modifica chiede di far passare da due a tre i giorni di congedo obbligatorio per i neopapà. La legge di bilancio cerca anche di porre un argine al bagarinaggio on-line con l’introduzione di multe fino a 180.000 euro.

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