Sostenibilità, Rapporto Asvis: Italia indietro

L’Italia è lontana da un percorso di sviluppo sostenibile: a scattare l’implacabile fotografia è il rapporto ASviS sulla situazione del Bel Paese rispetto ai 17 obiettivi e ai 169 target delineati dall’Agenda 2030 e dagli impegni sottoscritti all’ONU un anno fa. Si tratta di un programma d’azione totale per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto dai Governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, e i dati in Italia sottolineano la preoccupazione del dossier: oltre quattro milioni e mezzo di poveri assoluti; un tasso di occupazione femminile inferiore al 50 per cento; due milioni di giovani che non studiano e non lavorano; investimenti in ricerca e sviluppo di poco superiore all’1 per cento del PIL; il 36 per cento di persone che vive in zone ad alto rischio sismico. “L’Italia può fare molto per, in primo luogo, adottare in pratica le leggi che ha già varato e, in secondo luogo, darsi delle nuove strategie, per esempio, per le città a livello nazionale per riuscire a coniugare insieme sostenibilità economica e benessere”. Ecco perché l’ASviS, che riunisce quasi 130 organizzazioni della società civile, offre alla politica italiana un insieme di proposte su cui lavorare: inserire nella Costituzione italiana il principio dello sviluppo sostenibile, come in Francia e in Svizzera; trasformare il Comitato interministeriale per la programmazione economica nel Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile, presieduto dal Presidente del Consiglio; definire una strategia energetica nazionale per la decarbonizzazione del Paese; varare un piano nazionale di lotta alla povertà; impegnarsi in un piano per lo sviluppo urbano sostenibile. Infine, ha sottolineato Giovannini che il Parlamento dedichi attenzione in modo sistematico all’Agenda 2030.

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