Caos a Londra per 24 ore di sciopero della Tube

Il disagio è stato evidente, e affrontato, almeno sui social, con il consueto humour tutto british: “io ho nuotato”, “io ho preso un passaggio da un delfino”, “grazie per aver partecipato a questa splendida maratona mattutina”, “mai avrei pensato di tenerci tanto ad andare al lavoro di lunedì”: solo alcuni dei commenti. Eccola, Londra, ecco i londinesi in questo freddo 9 gennaio: a piedi, in bici, sugli autobus presi d’assalto, su qualsiasi mezzo, tranne la metro, per lo sciopero più pesante degli ultimi anni. Centinaia di migliaia di persone, dunque, rimaste a piedi nel lunedì che ha segnato il ritorno al lavoro dopo le vacanze natalizie. Questa mattina, questo è lo spettacolo che si sono trovati davanti i londinesi: stazioni sbarrate, chiuse in tutta la Zona 1 della città, dunque in tutta la zona centrale, e un servizio pesantemente ridotto nel resto della capitale. Braccia incrociate per 24 ore, per protestare contro i tagli al personale, che impongono straordinari e mettono a rischio la sicurezza, nelle accuse dei sindacati. Tagli voluti dall’amministrazione di Boris Johnson, ma che l’attuale sindaco non ha saputo – non ancora –annullare. Anche se le trattative sono in corso, che sia necessario agire è riconosciuto, così Sadiq Khan in mattinata commenta “è uno sciopero irragionevole, non necessario”. “È una giornata scioccante, terribile, una vera disgrazia”, riassume con allegria Bill, che scandisce: “non condivido le ragioni di chi sta scioperando”, ma sottolinea anche “non credo sia uno sciopero politico, è semplicemente una strategia sbagliata”. Per cercare di affrontare ugualmente la giornata, Bill, oggi, andrà a piedi, come praticamente tutti, nella famigerata Zona 1. Heidi, ad esempio, corre perché è in ritardo: il suo tragitto di trenta minuti si è trasformato in una marcia forzata di due ore. Mentre questa coppia di provincia, turisti presi alla sprovvista, con occhi ancora increduli ci raccontano l’ingresso in città in mattinata: macchine ovunque, sette ore di automobile, quando di solito ne bastano tre, ma almeno, sorridono, siamo riusciti a vedere il Parlamento.


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