Cop26, l'allarme di Obama a Glasgow: stiamo fallendo

09 nov 2021

Si rivolge ai giovani e li invita a rimanere arrabbiati ma a canalizzare questa rabbia. Definisce scoraggianti le assenze di Cina e Russia ma soprattutto fa il punto della situazione tra delusione e speranza. La seconda settimana della conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Glasgow, inizia con Barack Obama. L'ex Presidente degli Stati Uniti mette al servizio della causa la sua abilità di oratore e il suo carisma, mandando messaggi ai leader, a chi protesta fuori dalla Cop e ai negoziatori alle prese con gli ultimi giorni di trattative. L'ex presidente cita anche Greta Thunberg, che ha ispirato migliaia di giovani fino a far nascere tante Grete in giro per il mondo. Ma proprio una di loro, la ugandese Vanessa Nakate, lo attacca per non aver mantenuto la promessa degli aiuti ai paesi più poveri. Paesi più poveri che sono stati al centro della giornata dedicata all'adattamento, cioè a come far fronte a un clima che è già cambiato. Uno studio, presentato dal think tank McKinsey & Company, rivela che se si supera il grado e mezzo di riscaldamento, rispetto ai livelli preindustriali, metà dell'umanità sarà a rischio di alluvioni e siccità. E se si sfora quello dei due gradi, nei paesi poveri raddoppieranno le persone in pericolo per disastri naturali. Non a caso nel registrare il suo messaggio da mandare in Scozia, il Ministro degli Esteri di Tuvalu, piccola isola del Pacifico, ha scelto di mostrarsi con l'acqua alle ginocchia. Un'immagine diventata virale sui social, che rende l'idea della situazione in cui molti paesi già si trovano.

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