Allarme per diminuzione denunce violenza sulle donne

22 mar 2020

Solitudine, paura e disperazione. Il rumore delle botte che si fa sempre più nitido nel silenzio che avvolge le città come quello delle urla, degli insulti e delle minacce. Vittime di queste violenze verbali, fisiche, psicologiche sono le donne che in questo momento sono le più vulnerabili, insieme ai loro figli che a causa della chiusura delle scuole sono costretti ad assistere più di quanto accadesse prima, a quelle scene strazianti con tutto il carico di ansia e angoscia che portano con sé dilaniati dal senso di impotenza, di colpa per non riuscirà a fermare quel genitore violento, per non riuscire a proteggere chi amano. Il focolare domestico nel nostro Paese non è sempre luogo protetto e privo di insidie. Le cronache ce lo raccontano scandendo i tempi della violenza portata all'estremo dei femminicidi. Uno ogni tre giorni, perpetrato nell' 80% dei casi proprio da chi ha le chiavi di casa. Cronache che oggi si sono svuotate delle denunce delle donne a causa della convivenza forzata. L'allarme è ormai arrivato fino al Governo: prima la presa di posizione della ministra per le Pari Opportunità Bonetti, che ha rinnovato alle vittime l'appello di recarsi comunque ai centri antiviolenza, nonostante i divieti imposti; poi una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, promossa dall'avvocato Andrea Catizone, che da sempre si occupa di diritto di famiglia, firmata da oltre 200 donne e che nelle prossime ore verrà seguita da altre lettere a partire da quella della Rete Antiviolenza Reama e di molte altre associazioni. Un modo per accendere l'attenzione su un fenomeno che sta tornando a essere sommerso, acuito dalla crisi economica che la chiusura delle attività sta producendo. In caso di emergenza, intanto, il numero da chiamare è 1522 per tutto il territorio nazionale. Poi arriveranno altre misure per rendere tutte le donne uguali di fronte alla violenza da Nord a Sud.

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