Blitz carabinieri nel messinese, in cella eredi dei boss

28 feb 2020

Con i boss mafiosi in carcere a Barcellona Pozzo di Gotto il clan si era ricomposto con i rampolli dei vecchi padrini. La nuova gestione continuava gli affari di un tempo. Il pizzo innanzitutto, imposto a commercianti e imprese d'ogni genere, persino a chi vinceva alle slot machines. Ma per integrare i proventi delle estorsioni, che con il crescente numero di denunce da parte delle vittime del racket rappresentano un affare sempre meno redditizio, avevano deciso di puntare soprattutto sulla droga. 59 tra affiliati e gregari della cosca dei barcellonesi, attiva sul versante tirrenico della provincia di Messina, sono stati arrestati nel blitz dei Carabinieri del comando provinciale della Ros, con le indagini coordinate dalla Dda di Messina. Tra loro Vincenzo Gullotti, figlio del capomafia barcellonese all’ergastolo per l'omicidio del giornalista Beppe Alfano, il figlio del boss Salvatore Di Salvo e altri eredi del potere mafioso nel barcellonese. Grazie alle dichiarazioni dei pentiti e alle intercettazioni ambientali gli investigatori sono riusciti a ricostruire i nuovi affari del clan, scoprendo ad esempio che una delle piazze più attive era l'isola di Lipari e svelando i nuovi metodi con cui il clan operava. I rampolli dei boss avevano avviato una gestione moderna dei vecchi affari criminali. E così, per sfuggire alle intercettazioni, avevano puntato sullo spaccio online. Per gestire gli ordini della droga comunicavano sulle chat e sui social e utilizzavano un linguaggio in codice.

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