Mentre Alfredo Cospito è ricoverato in condizioni stabili nel reparto di medicina penitenziaria dell'Ospedale San Paolo di Milano in una delle due camere riservate ai detenuti al 41 bis, la Procura Generale della Corte di Cassazione avrebbe depositato la richiesta di revoca del carcere duro nei suoi confronti, in vista dell'udienza del prossimo 24 febbraio. Udienza in cui i Supremi Giudici dovranno pronunciarsi sul ricorso presentato dalla difesa dell'anarchico contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma di confermargli il regime di 41 bis, e dalla quale dipenderà il suo futuro, "Ammesso che Cospito arrivi vivo a quella data" ammonisce il suo legale. Dopo 115 giorni di sciopero della fame a cui si è aggiunto il recente rifiuto anche degli integratori le condizioni di salute del 55enne, arrivato a pesare 71 kg, sono considerate serie dai medici, anche se al momento i parametri vitali reggono. Cospito sotto costante monitoraggio rischia un edema cerebrale, improvvise aritmie cardiache potenzialmente fatali. Da qui la decisione del DAP di trasferirlo al San Paolo mentre i Giudici del Tribunale di Sorveglianza valutano una nuova visita al detenuto per verificare da vicino le sue condizioni di salute. Condizioni che, secondo la Procura Generale della Cassazione, la più alta espressione della pubblica accusa, renderebbero il regime di 41 bis ormai superato dagli eventi. A sostegno di questa tesi la PG potrebbe invitare gli ermellini a considerare i risvolti pubblici del cosiddetto "caso Cospito", un anno di censura totale con il mondo esterno non avrebbe infatti affievolito le proteste del mondo anarchico anzi gli scontri durante l'ultimo corteo a Milano hanno portato a 11 manifestanti denunciati e a 6 agenti feriti.























