Coronavirus e bambini, le risposte della società pediatrica

11 mar 2020

I giardini pubblici sono ancora molto affollati. Limitare la libertà dei nostri figli di muoversi e di abbracciare i compagni sembra il compito più difficile per i genitori. E allora abbiamo provato a porre qualche semplice domanda al dottor Agostiniani, vicepresidente della Società italiana di Pediatria, a cominciare da una valutazione sul primo usuale rifugio di ogni famiglia con bimbi. “Parchi sì, ma in maniera riservata. L'aria aperta è un ottimo posto dove tenere i nostri bambini, ma non è un posto dove creare nuovamente delle comunità.” “Le feste di compleanno sono ammesse oppure no?” “No, è la negazione di quello che ci siamo detti. Se io devo cercare di limitare i contatti sociali, ha veramente poco senso che abbia chiuso le scuole e al tempo stesso trovi altre modalità di riunione e di incontro da parte dei bambini.” “Alcuni genitori si stanno organizzando per far i compiti ai bambini insieme ai loro compagni. E' una scelta ragionevole oppure no?” “E' una scelta sbagliata. Il bambino deve fare i compiti a casa propria.” “All'interno di una stessa famiglia, ad esempio in presenza di due fratelli, questi bambini possono giocare insieme oppure no?” “In linea di massima direi di sì perché è estremamente complesso limitare il contatto all'interno del nucleo familiare. Magari un po' di attenzione se qualcuno manifesta una sintomatologia.” Passata la sbornia eccitante dei primi giorni senza scuola, i più piccoli cominciano a chiedere quando tutto questo finirà. Ebbene, non dobbiamo nascondere nulla. “Come possiamo spiegare il virus ai bambini?” “Con sincerità, tarando la spiegazione sull'età del bambino, perché tanto, comunque, qualcosa capta e ciò che poi costruisce nel suo immaginario è spesso ben peggiore del reale. Io credo che un messaggio sensato sia quello di dire: siamo di fronte a una malattia, per fortuna non è una malattia molto grave, ma è una malattia che è difficile da contenere e da limitare. E, allora, se colpisce molte persone, ci sono categorie di persone più fragili che possono avere purtroppo delle conseguenze molto gravi da questo tipo di malattia.” E anche questo sarà un insegnamento per i bambini sul significato della parola “solidarietà”.

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