Coronavirus, le norme da tenere per evitare il contagio

03 mar 2020

Il primo obiettivo è quello di arrestare i contagi, e cioè di fare in modo che il numero di persone che ogni individuo infetto contagia a sua volta diminuisca progressivamente. A questo servono le misure restrittive decise dalle istituzioni in questi giorni, ma c'è anche tanto che ognuno di noi può fare per difendersi e difendere gli altri dal rischio di contrarre il coronavirus. E allora ecco una sorta di manuale dei comportamenti da tenere e/o da evitare per contrastare l'epidemia. Anzitutto lavarsi frequentemente le mani, evitare quindi di toccarsi la bocca, il naso e gli occhi se non si è avuto modo di farlo ed evitare di frequentare i luoghi affollati. “Evitiamo di stringere troppe mani, baciarsi, abbracciarsi in maniera sconsiderata, però la vita deve continuare”. Limitare i contatti sociali in questo momento, dunque, è una delle strategie più utili per contrastare il virus. Il che non vuol dire ovviamente vivere sotto una campana di vetro, ma tenere alcuni comportamenti prudenziali, a maggior ragione se si ha più di 65 anni e magari si soffre anche di altre patologie, o se si hanno sintomi compatibili con il Covid-19. “È chiaro che se io ho tosse, raffreddore, 37 e mezzo o 38 di febbre, è meglio che in quel giorno non vada al supermercato. Ci si mette a letto, si seguono anche magari i consigli della nonna e si vede se evolve questa sintomatologia respiratoria”. In via precauzionale è bene tenersi a una distanza di circa due metri dagli altri, la cosiddetta droplet, la distanza di sicurezza anti contagio, soprattutto se compaiono sintomi simili a quelli del raffreddore. Starnutire o tossire nella piega del gomito e non sulla mano, e se sale la febbre evitare di recarsi al pronto soccorso, ma restare in casa. “La situazione non è onestamente delle più semplici. Questa non è un'influenza, ma non è neanche il virus ebola, per cui bisogna usare un pochino di buon senso, e il buon senso e la responsabilità individuale ci aiuterà a sconfiggere presto questo problema”.

pubblicità