Vi ringrazio, me l'aspettavo. È l'avvocato Flavio Rossi Albertini a riportare, durante una conferenza stampa alla Camera, le parole del suo assistito Alfredo Cospito alla notizia del no del Ministro Nordio all'istanza di revoca del 41 bis. "Evidentemente ritenuto troppo sovversivo hanno deciso di tumularmi dentro questo sarcofago di cemento armato". Cospito sospenderà lo sciopero della fame solo quando sarà revocato il 41 bis, spiega l'avvocato Albertini, parlando delle condizioni dell'anarchico detenuto nel carcere di Opera in sciopero della fame ormai da 111 giorni. Non è uno sciopero della fame per finta, aggiunge, non è una simulazione. E non è dello stesso avviso il Ministro Nordio: non sta male, scrive motivando il provvedimento, si è procurato uno stato di salute precario e usa la protesta come arma. Nordio affronta anche il tema dei rischi per la salute del detenuto che secondo il guardiasigilli è sotto tutela in un carcere come quello di Opera con la possibilità di un eventuale trasferimento all'ospedale San Paolo di Milano. Rimane invece dirimente la pericolosità dei proclami inviati dall'anarchico fuori dal carcere in cui era detenuto prima del carcere duro. Permane immutata, scrive Nordio, la capacità del detenuto di orientare le iniziative di lotta della galassia anarco-insurrezionalista verso strategie e obiettivi sempre più rilevanti. Che muoia lo do quasi per scontato, è l'allarme dell'avvocato Albertini parlando di Cospito, ma è possibile, si chiede, che nel 2023 un anarchico possa morire in carcere?.























