Decimo giorno in mare per Sea watch, profughi stremati

21 giu 2019

Dodici migranti sono stati intercettati quando erano già a terra, altri 7 fermati mentre entravano in porto, 81 tra cui donne e bambini piccolissimi avvistati mentre si avvicinavano a bordo di un gommone, dopo essere stati lasciati al largo di Lampedusa da una delle cosiddette navi madre che attraversano il Mediterraneo con il loro carico di disperati. Altri 45 erano stati salvati mercoledì e portati a terra dalla Guardia Costiera, sull'isola in cui di fatto gli sbarchi non si sono mai fermati. Il divieto riguarda solo le navi umanitarie che non possono varcare le acque territoriali, come previsto dal decreto sicurezza bis. E così la Sea Watch resta in mare con a bordo 43 profughi ormai esausti. Tra loro anche 3 minori soli, uno ha solo 12 anni, salvati il 12 giugno scorso. Sull'isola come del resto anche in tutta Italia si moltiplicano le iniziative di solidarietà e gli appelli perché si metta fine alle sofferenze dei naufraghi. Il parroco di Lampedusa dorme da giorni all'aperto insieme con un gruppo di attivisti e di religiosi. Alle finestre nelle sedi di sindacati come la CGIL o di case private, vengono esposte coperte termiche, simbolo di un'umanità che sembra perduta. Irremovibile nella linea dura nei confronti delle associazioni umanitarie che operano nel Mediterraneo, il ministro dell'interno scrive al premier Conte per ribadire la politica dei porti chiusi e chiedere che sia l'Olanda a farsi carico della Sea Watch, dato che la nave batte bandiera olandese. Intanto a bordo la situazione si fa sempre più critica.

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