Cumuli di neve alti fino a 4 metri, strade completamente ricoperte, in cui solo i mezzi di soccorso pesanti riescono ad aprirsi un varco, perché anche gli spazzaneve qui sono rimasti bloccati, il paesaggio è magnifico sull'Etna, ma i disagi sono ancora forti, ad una settimana dalla più intensa nevicata avvenuta negli ultimi decenni. Manca ancora la luce dopo che la bufera di vento e neve, che ha colpito la Sicilia orientale tra l'8 e il 10 febbraio, ha abbattuto decine di tralicci. La situazione è ancora difficile, soprattutto per la viabilità e uomini e mezzi del corpi della Forestale, della Protezione Civile e dell'Anas sono chiamati di continuo ad intervenire, nei primi giorni perché soccorrere i turisti, come questa coppia, sorpresa dalla neve nella casa vacanza in cui si trovavano a 1400 metri. "Per fortuna il corpo forestale è venuto in nostro soccorso, perché sennò saremmo rimasti bloccati lì, la macchina è rimasto sotto 2 metri di neve". Ma si lavora ancora adesso per raggiungere le zone isolate, strutture alberghiere ormai evacuate ma ancora al buio, in cui l'energia è garantita solo dai generatori. Questa è la zona di Piano Provenzana, con le turbine in azione per liberare le strade e permettere ai mezzi meccanici, della città metropolitana, di operare nei prossimi giorni per la riapertura definitiva della viabilità. Ancora adesso alcune strade sono inaccessibili per ghiaccio e neve o vietate da un'ordinanza, che permette solo i mezzi di soccorso di passare.























