Fase 2, parchi e riserve chiedono di riaprire

14 mag 2020

Dal Gran Sasso allo Stelvio passando per le Cinque Terre, il Cilento e il Gran Paradiso, sono 24 i parchi nazionali in Italia, 133 quelli regionali. E poi riserve naturali statali, aree marine protette, oltre 360 riserve regionali e una vasta rete di siti. Un patrimonio di 820mila ettari di boschi e foreste in attesa di tornare a vivere perché ad oggi restano vietate le escursioni, a maggior ragione se in gruppo. E per provare a riprendere al più presto le attività, Federparchi ha presentato una proposta di Governo, un protocollo elaborato in collaborazione con l'Università Campus Biomedico di Roma, che risponde alle prescrizioni previste dai decreti sull'emergenza sanitaria. “Le prenotazioni sono online per fare queste visite, quindi non c'è un contatto diretto in un centro visite come si può fare. Poi i gruppi normalmente che noi accompagniamo con le guide sono di 25 persone, invece in questo periodo li abbiamo ridotti a 12. Poi è anche previsto di utilizzare le mascherine e i guanti. Con il termoscanner verrà misurata la temperatura e nel caso si trovassero, come per altri protocolli ovviamente, delle persone che hanno una temperatura troppo elevata, non saranno ammesse ovviamente all'escursione”. Sarà sicuramente un nuovo modo di vivere la natura. E fondamentale diventa il ruolo della guida, che non dovrà più soltanto illustrare e accompagnare, ma anche controllare il rispetto delle norme, a partire dal distanziamento sociale. Siamo nella Riserva naturale di Monte Mario, un vero scrigno di diversità biologiche e soprattutto al centro di Roma. Ogni anno in Italia, tra parchi e riserve, si contano 27 milioni di presenze per un totale di oltre 100mila posti di lavoro e un valore di 5 miliardi e mezzo di euro. Aree, queste – gli oltre 900 tra siti, parchi, riserve e aree marine – che sono un laboratorio per la sostenibilità agroalimentare e punto avanzato di tutela dell'ambiente, punto di incontro tra uomo e natura. E se evitare gli assembramenti quest'anno è d'obbligo, il turismo ecosostenibile potrebbe essere una risposta. “Assolutamente sì, i parchi sono perfettamente attrezzati per ospitare le persone in sicurezza sia a livello singolo che in gruppo, quindi sicuramente possono dare un grande contributo proprio per la salute delle persone”. “Sicuramente incrementeremo - anche perché credo che questa possa essere una delle chiavi - le visite guidate, quelle fatte dal Parco, ma anche quelle fatte dalle altre associazioni, così come i campi estivi per i ragazzi. Noi facciamo l''Asilo nel bosco' da tanti anni e adesso l'idea è quella di incrementarlo proprio per il periodo estivo. Più siamo presenti, più saremo presenti, più saremo insieme alle persone mettendo loro a disposizione degli strumenti utili, più la fruizione potrà essere corretta”.

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