All'interno dell'hotspot di Contrada Imbriacola, a Lampedusa, ci sono ancora quasi 1500 persone a fronte di una capienza massima di 400. In 1600 sono stati trasferiti, nelle ultime ore, via nave e via aereo, in altre strutture in Sicilia. Altri trasferimenti sono in programma. I continui arrivi di barconi, che sono giunti anche sottocosta senza essere intercettati dalle motovedette italiane, hanno messo in ginocchio il centro nelle ultime settimane. La struttura è stata visitata dal Prefetto Valerio Valenti, Capo dipartimento delle libertà civili e dell'immigrazione del Viminale. Il centro è stato trovato in pessimo stato. Manca tutto e la responsabilità adesso potrebbe ricadere sulla cooperativa che gestisce l'hotspot e che rischia di vedersi revocato il mandato. Un appello sulle condizioni del centro è arrivato anche da alcune ONG che chiedono il miglioramento della struttura per rendere più umane le condizioni di chi è costretto a trascorrere lì giorni, a volte settimane. Spesso all’addiaccio e, negli ultimi tempi anche senza un materasso sul quale poter riposare. Intanto la ONG spagnola Salvamento Maritimo ha comunicato di aver effettuato un soccorso a 40 miglia dalle coste di Lampedusa. I migranti sono stati poi trasbordati su un'altra nave la Aita Mari alla quale il Viminale ha assegnato come porto di sbarco quello di Ortona, a 750 miglia nautiche dal canale di Sicilia.























