A proposito dell’inchiesta per frode fiscale della Procura di Milano a carico di UPS Italia, la filiale italiana del colosso americano delle spedizioni precisa in una nota che «l’indagine, che è ancora in una fase preliminare – si legge – riguarda presunte dichiarazioni fiscali irregolari e non il "caporalato" o la criminalità organizzata». La Dda di Milano ha ordinato il divieto per UPS di pubblicizzare beni e servizi per un anno oltre che il sequestro di 86 milioni di euro, che gli inquirenti ipotizzano sia l’importo Iva che le società serbatoio di manodopera cui Ups si è rivolta nel periodo 2017-2020 omettevano sistematicamente di versare. Il caporalato di cui si fa menzione nella nota è riferito a quella che i Pm chiamano somministrazione illecita di lavoro, che avverrebbe sotto forma “digitale”, cioè con il controllo diretto, attraverso un palmare, dei dipendenti della società fornitrice di manodopera.























