Malaria, responsabile la zanzara Anopheles

29 set 2019

È la seconda malattia infettiva in termini di mortalità dopo la tubercolosi, con oltre 400 mila decessi nel mondo ogni anno. La malaria è una delle principali cause di morte nell'Africa sub-sahariana e in Asia ed è proprio in quelle zone del mondo, oltre che in America centrale e del sud, che è presente la zanzara femmina del genere Anopheles che, quando infetta, è responsabile della trasmissione del parassita malarico, il Plasmodium. In 95 Paesi la malaria è endemica. In Italia è scomparsa a partire dagli anni '50 e i casi che ancora si verificano nel nostro Paese riguardano turisti che rientrano da Paesi a rischio. L'abitudine a viaggiare infatti, e anche l'aumento dei flussi migratori, hanno prodotto un aumento dei casi anche in quei paesi in cui la malattia non è presente. Il contagio in Europa è quasi sempre di importazione e ogni anno tra vecchio e nuovo continente si registrano tra i 10 e i 30 mila casi. Contagio che avviene tramite la puntura di zanzare infette, raramente mediante contagio ematico diretto, cioè in seguito alla trasfusione di sangue proveniente da soggetti malarici, anche perché in Italia, ad esempio, la legge esclude dalla donazione di sangue persone che abbiano soggiornato in zone malariche o che abbiano effettuato profilassi antimalarica Il periodo di incubazione varia dai 7 ai 30 giorni o addirittura mesi e i sintomi non sono sempre facili da intuire. Nausea, febbre, sudorazione, brividi, problemi gastrointestinali, possono infatti essere facilmente scambiati con quelli di una semplice influenza, ma poi i picchi di febbre si ripetono, la milza e il fegato si ingrossano. Tra le complicazioni insufficienza renale ed edema polmonare e i problemi si ripercuotono su tutti gli organi a causa dell'accumulo delle cellule infettate e si arriva al collasso e alla morte se non si interviene per tempo.

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