Ha risposto alle domande degli inquirenti Alfonso Tumbarello, il medico di Campobello di Mazara che, secondo l'accusa, avrebbe curato Matteo Messina Denaro negli ultimi due anni della sua latitanza. Un uomo provato, ha detto il suo avvocato, ma che vuole chiarire la sua posizione. "Ha risposto alle domande del giudice, si è sottoposto all'interrogatorio non avvalendosi della facoltà di non rispondere". Come lo ha trovato? "È una persona che sta vivendo un momento di difficoltà; qualunque persona, ovviamente, ha una difficoltà in condizioni di restrizione di libertà". Collaborerà con la giustizia o no? "Collabora nel senso che ha già risposto alle domande quindi ha intenzione, ha interesse che venga accertata la verità". Tumbarello, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e falso ideologico, ha sostenuto che le 137 ricette mediche rilasciate dal 2020 al 2022 le avrebbe fatte ad Andrea Bonafede che però non ha mai incontrato in studio. Le prescrizioni le avrebbe redatte soltanto leggendo alcuni referti medici che gli erano stati recapitati. Una versione alla quali magistrati della DDA di Palermo Maurizio De Lucia e Paolo Guido non credono: anche perché, l'uomo in passato era stato in contatto con la famiglia dell'ex primula rossa di Cosa Nostra. Sottoposto ad interrogatorio di garanzia, anche il presunto postino del boss, Andrea Bonafede, cugino dell'uomo che ha prestato l'identità al Padrino di Castelvetrano. L'uomo ha sostenuto di aver fatto solo un favore al suo parente e di essere all'oscuro di tutto.























