2 metri e 70 per lato e 2 e 50 di altezza massima, tessuto di seta e dentro un secondo involucro di taffetà. È la tenda che nel 1928 insieme a una radiotrasmittente e ad una piccola scorta di cibo salvò la vita all'esploratore Umberto Nobile e alla parte più fortunata dell'equipaggio del dirigibile Italia che con lui sopravvisse allo schianto sui ghiacci dell'Artico dopo il sorvolo del Polo Nord. Alla storia è passata come la tenda rossa, anche se in realtà, è avorio. Prese il nome dalla anilina, un liquido color sangue usato a bordo per determinare la quota del dirigibile e che i sopravvissuti ebbero l'idea di spalmare sul tessuto per renderlo distinguibile a distanza. Nobile e i suoi vi trovarono riparo per 48 giorni prima di essere raggiunti da una nave rompighiaccio russa, grazie all'SOS che avevano lanciato via radio. Ora la tenda torna ad essere visibile al pubblico, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, al termine di un lungo e complesso lavoro di restauro che ha avuto l'obiettivo di pulire, consolidare, ricostruire e, laddove possibile, recuperare il tessuto originale che era talmente compromesso da non riuscire a sostenere più nemmeno il suo peso. "È stata per 48 giorni in condizioni climatiche estreme con delle variazioni termo-igrometriche molto importanti, - 20, - 40 e poi soprattutto è sottoposta a quello che è in assoluto la causa di degrado maggiore per la seta cioè l'azione fotochimica. Ha ovviamente preso luce quindi raggi uv e raggi IR per 48 giorni perché esattamente coincideva con il periodo del solstizio estivo. Quindi, praticamente, un irraggiamento luminoso di luce naturale quasi 24 ore al giorno". "Il mondo della Ricerca Scientifica non è soltanto un tecnicismo che più o meno abilmente qualcuno sa sviluppare. Ha una componente fondamentale che è il coraggio umano di guardare con grandi visioni a nuove frontiere. E in una sfida così ampia in condizioni estreme, in una natura che evidentemente non è fatto per raccogliere l'essere umano così com'è, questo è un simbolo, una metafora straordinaria". I visitatori potranno vederla dentro un box rosso simbolicamente che la protegge dall'aria e dalla luce, nel percorso di visita delle collezioni di studio nel museo.























