Morti sospette in corsia, una lettera inguaia il carabiniere

09 dic 2016

A mettere nei guai il maresciallo dei Carabinieri è una lettera. In uno degli interrogatori tenutisi nei giorni scorsi a Busto Arsizio per far luce sulle morti sospette all’ospedale di Saronno un medico, a sua volta indagato nell’inchiesta, ha raccontato agli inquirenti di aver scritto, appunto, un breve documento per denunciare i suoi dubbi sulla morte di Massimo Guerra, il marito di Laura Taroni, arrestata insieme all’anestesista, Leonardo Cazzaniga, lo scorso 29 novembre. A non convincerlo era stato l’operato di lei, infermiera all’ospedale e le “cure”, secondo gli investigatori, messe in atto. Stando a quanto raccontato ai magistrati, il medico avrebbe riferito in un primo momento i suoi dubbi al maresciallo dei Carabinieri, allora comandante della stazione di Saronno, il quale gli chiese di mettere tutto nero su bianco, ma non ne venne fuori nulla. Va detto che di quella lettera oggi non c’è alcuna traccia, nemmeno nel computer del medico, ma dagli atti della caserma risulta che l’uomo si sia effettivamente presentato dai Carabinieri. Alla Procura si ipotizza l’omessa denuncia e, mentre si valutano altre segnalazioni di morti sospette, gli inquirenti vogliono veder chiaro sulle responsabilità, tutte, anche all’interno dell’ospedale. Oltre ai due arrestati, tredici sono le persone sotto inchiesta, quasi tutti medici. Interrogatori sono in calendario fino alla fine del mese.

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