Per ora è stabile, ma la sua condizione potrebbe aggravarsi rapidamente. L'incontro tra il suo medico di fiducia e Alfredo Cospito avviene all'indomani del rigetto da parte della Cassazione del ricorso fatto dai legali dell'anarchico, contro il regime di 41 bis al quale è detenuto. All'indomani, quindi, anche del suo rifiuto, a seguito della sentenza, di assumere quei medicinali ed integratori che potrebbero tenerlo in vita. Ed è il suo legale, Flavio Rossi Albertini, amaro nel commentare la decisione dei giudici della Corte Suprema, a spiegare che proprio questa sentenza potrebbe rappresentare una condanna a morte per l'anarchico, affermando come il rifiuto di ogni forma di alimentazione, da parte di Cospito, potrebbe avere presto conseguenze estreme. Per quanto questo mi sconvolga dal punto di vista umano, politico e della coscienza civile, non credo ci siano grandissime soluzioni a meno che non si ritrovi il lume della ragione e si arrivi ad una soluzione, spiega Rossi Albertini parlando di una vicenda in cui afferma: ha vinto lo Stato autoritario e non quello di Voltaire. Le strade percorribili a livello giudiziario le definisce come residuali, dopo che la Cassazione ha disatteso la richiesta della Procura Generale di rinviare la decisione ai giudici di sorveglianza, mentre la reazione da parte del governo, in particolare quella del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, si riassume in una presa d'atto della sentenza. Spero che qualcuno, dopo di me, continui la lotta contro il carcere duro, afferma dal suo letto d'ospedale Cospito. Per questo motivo, la sorveglianza intorno all'anarchico, anche se non è ritenuto un detenuto a rischio suicidio, si stringe, essendo il timore di un crollo fisico sempre più concreto.























