Progetto Castalia, una barriera ferma plastica

27 feb 2020

Una barriera per la raccolta e il recupero dei rifiuti galleggianti, tubi di gomma posizionati in diagonale lungo il fiume, il Platani, che separa i territori dei comuni di Eraclea e Ribera. “Il fiume è come un nastro trasportatore, prende la plastica e se la porta in mare. Una volta in mare non sarà più possibile recuperarla. In questo modo la intercettiamo e quindi sicuramente contribuiamo”. Un sistema semplice, ma efficace a bloccare soprattutto la plastica ormai presenti in mare in massicce quantità, voluto dall'associazione Marevivo e reso possibile grazie al progetto Halykòs della fondazione “Con il Sud”, in una riserva naturale gestita dalla Regione. “Ogni anno abbiamo recuperato decine, centinaia di sacchi d'immondizia, di plastica soprattutto, che veniva dal corso del fiume. Sappiamo benissimo che l'80% dei rifiuti che arriva al mare, rifiuti plastici soprattutto, vengono dai corsi d'acqua. Soltanto il 15% rimane in superficie, la rimanente parte va a fondo, quindi è un disastro veramente”. Una tecnica già sperimentata con successo lungo il Po e il Tevere, e che viene attuata per la prima volta in Sicilia. E' stata la società Castalia ad installare anche questa struttura, come le altre sul territorio italiano, e a svolgere il compito di monitorare il punto in cui i rifiuti vengono raccolti attraverso questa telecamera, per permettere, quando la barriera sarà satura, di prelevare gli oggetti, che verranno poi differenziati e riciclati. “L'attività che poniamo in essere altro non è che un'attività di sensibilizzazione per il territorio. E' prevista anche una rete locale, una rete che prevede un consumo consapevole della plastica nei comuni che si affacciano sul fiume Platani. Ricordiamo che il fiume Platani parte dalla provincia di Palermo, attraversa per un breve tratto la provincia di Caltanissetta e sfocia nella provincia di Agrigento”. Tanti i bambini coinvolti in questa come in altre iniziative dell'associazione ambientalista, molto attiva sul territorio, con la speranza che si prendano maggiore cura di una risorsa che gli adulti hanno, negli ultimi decenni, maltrattato.

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