Rider, giudice riconosce lavoro subordinato

24 nov 2020

È la prima volta che accade in Italia. Protagonisti un uomo di 49 anni di professione rider, una multinazionale e un giudice del Tribunale di Palermo che ha stabilito il riconoscimento per il rider di un rapporto di lavoro subordinato e disposto la sua assunzione a tempo indeterminato da parte della multinazionale spagnola Glovo, azienda per la quale ha lavorato dal 2018 con un contratto autonomo prima di essere disconnesso dalla piattaforma, vale a dire licenziato di punto in bianco. Marco Tuttolomondo, 49enne, rider, sposato con figli - spiega il sindacato Nidil Cgil che lo ha assistito - è stato disconnesso dalla piattaforma per cui consegnava cibo e bevande. Così, dopo una proposta di conciliazione rifiutata dalla multinazionale, il giudice del lavoro Paola Marino ha disposto il reintegro del lavoratore con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, con uno stipendio orario, quindi non più a cottimo. Disposto anche un risarcimento del danno subito dal giorno della disconnessione a quello dell'effettivo reintegro. E' una sentenza che ci riempie di orgoglio, commenta il team legale che lo ha supportato. Una decisione che arriva dopo mesi di polemiche sul contratto collettivo e dopo che 10 persone di Uber Italia, tra cui la manager, risultano indagate a Milano per caporalato.

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