Roma, Unità spinale CTO: ok di tutti i pazienti a vaccino

25 feb 2021

Devono essere vaccinati tutti, indistintamente. Sono stati i primi in Italia nelle loro categorie di vulnerabilità a ricevere il vaccino anti Covid. Siamo a Roma, nell'unità spinale dell'ospedale Cto, qui ci sono persone di ogni età che hanno subito la lesione del midollo. Sono persone estremamente fragili, quindi con una condizione che predisporrebbe a forme gravi di malattia, qualora venisse contratta la malattia da covid. Vaccinare le persone che hanno subito una lesione del midollo significa dare la possibilità di rincontrare le persone che amano, un fattore questo fondamentale per la loro riabilitazione. È determinante ai fini proprio del corretto sviluppo del progetto riabilitativo, la partecipazione del familiare come anche dell'amico, il contatto ci facilita molto nel lavoro. È una tutela per me, soprattutto per tornare a vedere i miei parenti che sono la parte che più mi manca, sono due mesi che sto tra San Camillo e qua e comunque, ok WhatsApp, ok i mezzi telematici, però il contatto è quello che più manca in assoluto. In questo reparto l'adesione alla vaccinazione è stata totale. Abbiamo fornito ogni informazione necessaria, ci spiegano operatori sanitari che sorprendono per l'umanità nella cura dei propri pazienti, attenti a renderli il più possibile indipendenti personalizzando il sostegno. Paghiamo le tasse e le dobbiamo pagare per la sanità pubblica, le dobbiamo pagare per rendere accessibile a tutti il massimo. Le vaccinazioni continuano ora anche in altri reparti della Regione Lazio, con pazienti paraplegici e con altre fragilità, attraverso i vaccini Pfizer e Moderna, anche se per i degenti la priorità è semplice, evitare che nella loro già difficile quotidianità arrivi anche il covid. Mi è stato proposto in questa struttura questo e ho fatto questo, se me ne proponevano un altro ne avrei fatto un altro, non c'è problema.

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