Medici di famiglia cercasi. 2 milioni di italiani sono senza. Pensioni, dimissioni, scarso arruolamento, tirocinio con stipendi da fame. Sono molte le ragioni per cui il medico di base sta diventando sempre più una merce rara. Si attende la pubblicazione del bando per il corso 2023-26 di medicina generale, già in ritardo di un anno. Solo così i nuovi medici in formazione potrebbero sopperire alle mancanze e per questo è partita una mobilitazione dei medici di base. Ma il problema ha origini ben più lontane. Intanto gli accessi universitari alle facoltà di Medicina, ritenuti sottostimati e rispetto ai quali il Ministro dell'Università e Ricerca, Anna Maria Bernini, ha annunciato un ampliamento. La Bernini promette un allargamento anche del collo di bottiglia delle specializzazioni. Ma se anche questo ampliamento venisse rispettato, i nuovi medici sarebbero pronti fra 7 o 8 anni. Ad aprile si terrà una Conferenza Stato Regioni per determinare i fabbisogni regionali, in modo che il Ministro della Salute possa comunicare la ripartizione dei finanziamenti e dunque dare il via libera per l'emanazione dei bandi regionali. In questo modo sarebbero disponibili quasi 3.000 nuovi medici in formazione, pronti da subito ad assumere incarichi convenzionali durante il corso come previsto dalla formazione lavoro. Il nostro sistema sanitario è costruito attorno ai medici di base. Ci servono per una qualunque prestazione, dalle visite specialistiche alle ricette per i farmaci. Secondo un'indagine l'87% degli accessi in pronto soccorso non sfociano in un ricovero. La carenza di medici è anche negli ospedali, tanto che il Ministro Schillaci annuncia prossime misure, a partire dai medici gettonisti. "È allucinante -dice- che in uno stesso ospedale ci sia chi percepisce il triplo di chi è assunto. Interverremo con provvedimenti legislativi".























