Laghi e fiumi a livelli estivi. L'allarme siccità preoccupa e dati alla mano restituisce una situazione complessa. Con l'ormai annunciata assenza di precipitazioni significative per almeno una settimana l'allarme siccità nelle campagne, soprattutto al nord Italia, si fa seria. In primis è il Po ad essere sotto osservazione, questo mentre di contro si stanno facendo i conti dei danni provocati in Sicilia dal maltempo. Una situazione che rende l'idea del clima definito da più parti impazzito. Il livello dei laghi, per esempio, colpisce. La percentuale di riempimento degli specchi d'acqua è del 35% per il lago di Garda, 38 per il lago Maggiore, fino ad arrivare ad appena il 20% per quello di Como. L'analisi sul Lago di Garda è significativa. Il livello idrometrico nel corso degli anni è andato scendendo. Dal 2020, quando si registravano 127 cm ad oggi 44 cm, lo scarto è importante. A soffrire di più appunto è il nord-est. Le conseguenze sull'agricoltura sono importanti. Secondo Coldiretti, per esempio, la situazione è peggiore di quella dello scorso anno, quando si registrava una perdita di almeno 6 miliardi di euro nei raccolti a causa della siccità. Con il Po a secco rischia un terzo del made in Italy a tavola, che si produce proprio nella Pianura Padana, dove si concentra anche la metà dell'allevamento nazionale. Secondo gli esperti dobbiamo anche imparare ad adeguarci. "La stessa agricoltura si deve adattare. Si deve cercare di coltivare per esempio colture meno esigenti dal punto di vista idrico e non so, per esempio, in Pianura Padana è ampia la coltivazione di mais e il mais è una coltura estremamente esigente. Bisogna capire che l'agricoltura deve andare verso un'agricoltura di irrigamento a goccia e non a pioggia, per esempio. Bisogna fare molto per i nostri acquedotti che sono dei colabrodo." Situazione complessa anche in tutta Europa, soprattutto tra Romania e Bulgaria, dove l'allarme siccità è importante.























