E' una folla quella che riempie la chiesa e il sagrato della concattedrale di San Paolo ad Alatri, una folla soprattutto di giovani. Il paese è vuoto, le serrande abbassate, lutto cittadino oggi e il silenzio è pesante di ricordi dolorosi e parole non dette. E' l'ultimo saluto a Thomas Bricca, ucciso il 30 gennaio scorso da un proiettile che l'ha colpito alla testa mentre era in strada con alcuni amici e che, sembra ormai assodato, non era destinato a lui. Una vicenda che ha sconvolto i suoi tanti amici, scosso l'intera comunità. Una cerimonia composta, concelebrata dal parroco don Walter Martiello e dal vescovo della Diocesi di Anagni-Alatri, Monsignor Ambrogio Spreafico, sue nell'omelia le parole più nette. "Oggi forse ci mancano le parole, anche se ne abbiamo molte nel cuore e nei pensieri. Forse vorremmo esprimere dispiacere, anche rabbia, ma vi chiedo mai vendetta, come ci ha detto più volte il padre di Thomas, Paolo." Thomas con il suo sorriso, Thomas inclusivo, per dire che stare insieme, ascoltare gli altri, condividere è l'unica via per la felicità e poi un appello e un impegno. "Ci impegniamo per non essere mai indifferenti davanti al male e al dolore, mai. L'indifferenza come l'omertà sono complicità." Per questa vicenda ancora non c'è un colpevole ma sono stati effettuati esami irripetibili sul proiettile ritrovato sulla scena dell'omicidio, perizie balistiche e biologiche affidate ai Carabinieri del RIS di Roma, analisi che potrebbero fornire elementi utili a definire la matrice del colpo di pistola che ha ucciso Thomas.























