Stromboli, dopo l'eruzione il ritorno alla normalità

04 lug 2019

Gli incendi sono stati domati. Le esplosioni e la pioggia di lapilli per il momento sono solo un lontano ricordo. Molti turisti, però, sono andati via, altri sono ritornati stamattina. Il bilancio dell'improvvisa eruzione dello Stromboli è di un morto, Massimo Imbesi, 35 anni, ucciso dalle esalazioni mentre si trovava vicino a Sciara del Fuoco, nel versante sud-est del vulcano, e di un ferito, Thiago Takeuti, cittadino brasiliano, che sotto shock ha raccontato quello che è successo. La zona più colpita è quella di Ginostra, si può raggiungere soltanto via mare. Chi abita qui è abituato a convivere con il vulcano, che, però, ieri ha fatto paura anche a loro. Sono nativo di qui, anche la mia famiglia da generazioni e questa, forse, è stata una delle più grosse, a memoria d'uomo, dopo quella del 1930. Noi dormivamo, riposavamo, erano le 16:30, quando tutto d'un colpo un boato fortissimo, forse più forte di quello del '30. Colonne di fuoco e dopo il fuoco lapilli che sono come li state vedendo, in tutti i tetti delle case, per le strade, incendi. Ginostra è tutta bruciata. Lo Stromboli è costantemente monitorato dagli esperti dell'INGV. Al momento dicono: "Non c'è pericolo, ma la situazione però può sempre cambiare". La situazione di un'eruzione vulcanica è in evoluzione, per cui non possiamo dire in che direzione evolva. C'è sempre il rischio cospicuo con un magma così alto nel condotto, come è adesso, che si apra una frattura lungo la Sciara, il pericolo di collassi di materiale in acqua e conseguentemente genesi di un'onda anomala.

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