Dopo la Commissione europea e il Consiglio Ue, potrebbe arrivare anche dall'Italia la richiesta a tutti i dipendenti statali di disinstallare dai dispositivi, aziendali e personali, la app cinese Tik Tok per proteggere dati sensibili e un aumentare la sicurezza informatica. "E' un'opzione sul tavolo", Chiosa, il Ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo che aggiunge che il suo Ministero avendo 3,2 milioni di dipendenti, di fatto, ne è fortemente coinvolto. Tik Tok nel mirino dunque, ma non è la prima volta, Già il Copasir lo scorso gennaio aveva esaminato i pericoli e la capacità di infiltrazione del social. Così era stato anche nel periodo del Conte 2, con l'avvio di un procedimento volto a capire come la Cina potesse utilizzare i dati sensibili degli iscritti italiani. Tema che torna ora alla ribalta, con richiesta di Bruxelles di bloccare l'app entro il prossimo 15 marzo. Orientamento condiviso anche oltre manica, il presidente Joe Biden già a dicembre, aveva ordinato di cancellare il social dai cellulari di tutti i dipendenti, lasciando intendere che il governo cinese, attraverso Tik Tok, potesse influenzare gli utenti, indirizzandone i contenuti. Immediata è arrivata la risposta del Colosso asiatico dell'app, che conta un miliardo di iscritti in tutto il mondo e in Europa viene utilizzato da circa 125 milioni di utenti: "i dati degli utenti italiani, così come quelli europei, non sono conservati in Cina ma negli Stati Uniti e a Singapore e presto nel Data Center irlandese. Il Governo cinese non ha mai chiesto l'accesso ai dati degli utenti italiani e laddove dovesse, non li condivideremo, Vorremmo rimarcare la nostra piena disponibilità a chiarire i dubbi del Governo italiano, auspicando in un confronto dettato da regole e processi certi e trasparenti.























