Acquistavano materiali di scarto ferrosi in nero, e poi lo rivendevano ad acciaierie e fonderie su tutto il territorio nazionale. Operazioni illecite che secondo le indagini erano condotte da un'associazione a delinquere che avrebbe mosso un vorticoso giro di affari di circa 90 milioni di euro, in Italia e in Europa. Arresti e perquisizioni sono scattate a seguito di un'indagine congiunta svolta dai Carabinieri del nucleo operativo ecologico di Milano, in collaborazione con le autorità giudiziarie e di polizia tedesche. 18 le misure cautelari emesse. Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti, riciclaggio e altri reati. Il gruppo criminale avrebbe gestito considerevoli volumi di sostanze anche pericolose, omettendo di rivelarne la reale natura. Dalle indagini emerge che solo tra gennaio 2020 e marzo 2021 circa 6500 tonnellate di rifiuti provenienti dal trattamento e recupero di cavi impregnati di olio, di catrame, di carbone o di altre sostanze pericolose, sono stati scoperti e ritirati da un impianto di trattamento rifiuti situato in provincia di Varese. Le somme di denaro venivano reinvestite anche in altre attività tra queste si legge nelle carte, rientra l'acquisto di una squadra di calcio piemontese militante in Serie C: il Novara Calcio, poi rivenduta prima di essere sottoposta a fallimento.























