Trentino, servono terapie intensive: sospesi 2 punti nascita

14 gen 2022

"In questo momento, grosso modo, più di metà dei posti che abbiamo sono occupati.. di quelli che abbiamo oggi attivi.. sono occupati da pazienti con terapia intensiva Covid". Contagi e ricoveri aumentano di giorno in giorno, così come la pressione nelle strutture sanitarie della Provincia di Trento. Servono nuovi spazi, stanze in cui allestire posti letto di terapia intensiva per i pazienti Covid e serve personale per sopperire alle assenze di medici e infermieri malati o non vaccinati. Risorse individuate dall'Azienda Sanitaria del Trentino nella sospensione temporanea dei punti nascita e delle attività di ginecologia e ostetricia degli ospedali di Cles e Cavalese. "Il nostro obiettivo è quello di recuperare le risorse che sono indispensabili per aprire altri posti letto di terapia intensiva e nel contempo, però, riuscire a mantenere anche alto il numero di sedute operatorie per i malati non Covid". Per tutto il periodo di sospensione le pazienti saranno accolte negli ospedali di Trento e Rovereto. Un disagio per tante famiglie ma l'emergenza pandemica ha reso necessaria la riorganizzazione delle strutture ospedaliere. "In questo momento stiamo programmando di settimana in settimana, a volte ancora di meno. È chiaro che è un disagio per il paziente, è un disastro anche per gli operatori che vivono con questa continua incertezza. Però da tempo quello che stiamo cercando di fare in queste ultime settimane è di chiudere quando serve ma chiudere all'ultimo momento in modo proprio da preservare le cure per gli altri pazienti".

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