Confindustria: crescita zero se aumenta l'Iva

L'allarme degli industriali sul rischio recessione è solo uno degli scenari possibili, ma nasconde una realtà. La crescita economica resta lumicino e se ci saranno nuovi shock si potrebbe scivolare sotto lo zero. Le previsioni del centro studi di Confindustria parlano di un prodotto interno lordo fermo quest'anno e in risalita dello 0,4% nel prossimo. Meno, quindi, di quanto si aspetti il Governo e con in più un'osservazione. Se nel 2020 aumentasse l'IVA i consumi si comprenderanno e il PIL risulterebbe stagnante. Un'eventualità quella di un rialzo dell'imposta che pesa su beni e servizi che però l'esecutivo, per bocca Del Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, esclude. Le stime sulla crescita del rapporto sono stime Pre-Nadef che dicevano, se non si disattiva l'IVA e se aumenta l'IVA di 23 miliardi la crescita sarà zero. Infatti noi la disattiviamo e quindi pensiamo che chi si rilancerà la crescita. Anche dall'Istat, comunque, non arrivano buoni segnali. L'economia, spiega l'Istituto di Statistica, proseguire in una fase di debolezza, mentre l'associazione degli industriali mostra pessimismo per quanto riguarda il deficit per l'anno prossimo, tenuto conto dell'ampio ricorso alla spesa per la prossima manovra, è stimato al 2,8%, più di quanto programmato dal Governo. Gualtieri è fiducioso del via libera di Bruxelles alla legge di bilancio e parla di forti convergenze con Confindustria a proposito di alcuni punti per stimolare l'economia. Lo sblocco degli investimenti pubblici e il taglio delle tasse sul lavoro, innanzitutto. Su quest'ultimo punto imprese propongono diverse strade, fra le quali l'estensione del bonus di 80 euro a chi ha redditi molto bassi, e ora non lo prende, oppure una rimodulazione del livello delle imposte in modo da far pagare meno a chi ha redditi medi. Per la prima misura servirebbe un paio di miliardi l'anno, un po' meno quindi di quanto vuole stanziare il Governo per il taglio al cuneo fiscale. Più alta, quasi 8 miliardi, la somma necessaria per abbassare le tasse a più di 23 milioni di contribuenti, riducendo gli scaglioni IRPEF.


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