Conti pubblici, l'Ue chiede chiarimenti entro il 31 ottobre

L’Unione europea ci chiede chiarimenti sui nostri conti per il 2017 e il 2018 entro il 31 ottobre. La Commissione non è convinta dall’aggiustamento strutturale che emerge dalla legge di bilancio che il Governo italiano ha presentato nei giorni scorsi, che sarebbe, secondo i calcoli, dello 0,2 per cento del PIL, ben inferiore allo 0,6 per cento richiesto nei mesi scorsi, ma anche allo stesso 0,3 per cento annunciato dall’Esecutivo. Ecco perché questa lettera, analoga a quelle spedite a Portogallo, Belgio, Spagna e Francia. E questo è uno dei tasti su cui batte il Ministero dell’economia per mostrare una linea di tranquillità e ottimismo, il fatto che richiami simili a quello ricevuto da noi riguardino anche altri paesi. In attesa della risposta, che Pier Carlo Padoan sta preparando, dal MEF si ribadisce che l’Italia rispetta le regole, si sottolinea come la Commissione europea avrebbe potuto rigettare direttamente il documento programmatico di bilancio se lo avesse ritenuto davvero tanto carente da bocciarlo, e invece non l’ha fatto, si evidenzia come sia stata riconosciuta dall’Europa la validità del sentiero stretto che il nostro Paese deve percorrere per raggiungere l’obiettivo di rafforzare la ripresa economica quanto la necessità di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche. Questa richiesta di chiarimento dall’Europa arriva proprio mentre il Governo si prepara alla sessione di bilancio, che parte martedì prossimo dal Senato.


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