Pensioni, le proposte del governo ai sindacati

Viaggia su un doppio binario la proposta che il Governo ha presentato alle parti sociali. Da un lato l’allargamento delle categorie esentate dall’aumento dell’età pensionabile, dall’altro più chance di accedere all’Ape, l’anticipo pensionistico, per le lavoratrici con figli. Il punto centrale delle misure contenute in un emendamento alla legge di bilancio ruota attorno all’aumento delle categorie di lavori considerati gravosi, per i quali non scatterà l’aumento dell’età minima a 67 anni previsto in generale dal 2019. Passano, dunque, da 11 a 15, come ampiamente previsto negli ultimi giorni. Ultime new-entry operai e braccianti agricoli, quelli marittimi, gli addetti alla pesca e i siderurgici di prima e seconda fusione, compresi i lavoratori del vetro addetti ad alte temperature. Per poter usufruire dell’esenzione le attività gravose devono essere state svolte per almeno sette dei dieci anni precedenti il pensionamento e bisogna aver pagato i contributi per almeno trent’anni. Sarà istituita una Commissione tecnica su queste categorie presieduta dal Presidente dell’Istat e composta da Istituzioni e sindacati per valutare la congruità di questo elenco ed apportare eventuali modifiche. Entro il 30 settembre 2018 presenterà al Parlamento una relazione sugli esiti dei suoi lavori. Sul fronte Ape la possibilità di andare in pensione con un anticipo che può arrivare a tre anni, i cambiamenti principali riguardano le donne al di là dell’attività gravosa o no svolta. Resta il bonus contributivo già previsto in manovra di sei mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni e si allargheranno i requisiti d’accesso. Per ora c’è l’impegno del Governo, poi arriveranno le norme di dettaglio.


  • TAG
Autoplay