Crisi Usa-Iran, i mercati recuperano, giù il petrolio

08 gen 2020

I mercati finanziari tirano un sospiro di sollievo. Le tensioni fra Stati Uniti e Iran sono forti, ma un conflitto non sembra vicino. Così le principali piazze europee, nonostante gli scossoni e un inizio di giornata fortemente negativo, hanno recuperato terreno sul finale, chiudendo da Francoforte a Parigi, passando per Milano in rialzo. La pioggia di missili che Teheran ha scatenato sulle basi americane in Iraq aveva fatto temere il peggio, ma dopo l'attacco il regime degli ayatollah aveva lasciato intendere che un'escalation non era in vista. Ad allentare la corda poi, il Presidente Usa Donald Trump, che nonostante l'annuncio di nuove sanzioni, ha aperto uno spiraglio parlando della necessità di un accordo di pace e disarmo. Insomma, la paura c'è stata, ma è durata poche ore, sufficienti, peraltro, per mandare al tappeto le borse asiatiche e far schizzare il prezzo dell'oro, che ha raggiunto il livello massimo da 7 anni. La fiammata delle quotazioni di questo bene, considerato luogo di rifugio per eccellenza degli investitori, si è ridimensionata nel corso delle contrattazioni e lo stesso è accaduto per il petrolio sotto i riflettori perché è in gioco la stabilità di un'aria, quella del Medio Oriente, culla di alcuni dei maggiori produttori di greggio. I prezzi sono saliti a livelli che non si vedevano da mesi sia sul mercato europeo sia su quello americano, per poi scendere repentinamente quando sono arrivati segnali rassicuranti. Ma se le preoccupazioni nell'immediato sono fugate, rimangono le incognite per il futuro. Lo scontro fra Washington e Teheran è visto in Europa come un ulteriore fattore di rischio per un'economia già stimata debole, e alle prese con le incertezze della Brexit e i dazi commerciali.

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